ReggioEmilia

Qualche anno fa ebbi l’occasione di visitare l’ex ospedale psichiatrico di Reggio Emilia. Vedere certe cose ti fa pensare.
Non mi sono mai troppo soffermata a riflettere sulle problematiche della malatia mentale e visitando quel luogo mi sono resa conto che forse uno dei motivi era la paura. Paura, sopratutto, di perdere la propria “normalità”.
Perchè può succedere, a volte, che qualcosa si rompa, e non sempre i pezzi tornano al loro posto.

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini

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Un pensiero su “ReggioEmilia”

  1. Bello questo reportage del manicomio, ho fatto anche io delle foto all’interno del manicomio criminale di Reggio Emilia, alcune si assomigliano molto, cambia solamente la tonalita’. Sono luoghi grevi di forte impatto emotivo. Si respira la pesantezza delle situazioni, io ho avuto l’occasione di visitarlo in un momento in cui c’era molto silenzio e la sensazione e’ stata pesante.

    Ciao

    enrico

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